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Adriano Olivetti e la sua fabbrica: ritratto di un imprenditore illuminato e storia di un'azienda di successo, modello di cultura d'impresa

campanella

Martedì 15 aprile 2014

Adriano Olivetti e la sua fabbrica: ritratto di un imprenditore illuminato e storia di un'azienda di successo, modello di cultura d'impresa.

Laura Olivetti e Luciano Gallino dialogano con Franco Brevini

Ingegnere e imprenditore, uomo di industria versatile e socialmente impegnato, nasce ad Ivrea nel 1901. Nel 1924, dopo la formazione in chimica industriale al Politecnico di Torino entra nell’azienda di famiglia, la Olivetti, fondata dal padre Camillo nel 1908 a Ivrea. Dopo un anno di apprendistato come operaio nello stabilimento che produce macchine per scrivere, compie un viaggio di studi negli Stati Uniti dove si documenta a fondo sui nuovi metodi di produzione e di organizzazione del lavoro nelle fabbriche americane, metodi che, al rientro, propone al padre per modernizzare l’impresa, della quale, nel 1932 assumerà la direzione. Nel 1938 succede al padre nella presidenza della società, trasformandone  radicalmente la struttura organizzativa con l’avvio di un notevole processo di espansione e di innovazione, verso l’eccellenza tecnologica che porterà l’azienda ai vertici mondiali nel settore della tecnologia meccanica; successo imprenditoriale raggiunto anche grazie all’alta qualità del design industriale. Parallelamente, per realizzare il suo ideale di fabbrica sensibile alla qualità di vita dei lavoratori e delle loro famiglie, promuove diverse iniziative a carattere sociale, culturale e ricreativo, in un contesto architettonico-urbanistico di prestigio che farà della Olivetti un modello di impresa socialmente responsabile. Durante la seconda guerra mondiale, tra il 1944 e il 1945 le sue posizioni antifasciste lo costringono ad un periodo di esilio in Svizzera. Nel 1947, una campana ne è il simbolo, fonda il Movimento Comunità con il quale nel 1958 viene eletto in Parlamento. A metà degli anni ‘50 la produzione della Olivetti passa dalla tecnologia meccanica a quella elettronica e in seguito a quella informatica; ma Adriano Olivetti non potrà seguirne a lungo gli sviluppi. Muore improvvisamente il 27 febbraio 1960 durante un viaggio in treno, diretto a Losanna. Per raccogliere e proseguire il suo impegno civile e le attività comunitarie all’insegna del simbolo della campana, logo adottato anche per le Edizioni di Comunità, la casa editrice fondata nel 1946, due anni più tardi i collaboratori più stretti e la famiglia istituiscono la Fondazione Adriano Olivetti.

 

Informazioni

SUPSI-Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana

Trevano, Canobbio

Aula Magna

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Orari

18.30

Ingresso libero (riservazione gradita)