FAI - Fondo Ambiente Italiano

Proprietà diGenerali

Testimonianze

Intervista a Francesco Dal Co

Direttore di Casabella

Giugno 2009

A cura di Lucia Borromeo Dina

LB – In che senso il Negozio Olivetti di Carlo Scarpa va considerato come un autentico capolavoro, un monumento nazionale?

FDC – Scarpa costruisce il negozio per l’Olivetti dopo aver ricevuto il Premio Internazionale per l’Architettura Adriano Olivetti nel 1956. L’incarico gli viene conferito da Adriano Olivetti e in questo momento Scarpa sta attraversando uno dei suoi momenti più felici, con la realizzazione delle opere più importanti. Il Negozio rappresenta per Scarpa una sfida molto particolare: Piazza San Marco rappresenta il luogo in cui si concentrano le molteplici anime di Venezia. In primo luogo la Venezia bizantina (Scarpa amava definirsi “un bizantino”), con l’architettura della Basilica di San Marco, che è fonti di suggestioni che ritroviamo nel Negozio Olivetti. Un altro aspetto importante della Piazza è costituito dalle Procuratie Vecchie, dove è situato il Negozio e infine le Procuratie Nuove, ossia la Venezia umanistica e tardorinascimentale. Tutte queste anime sono fuse in quest’opera: il Negozio Olivetti è la sintesi di queste diversissime suggestioni.

Scarpa opera uno svuotamento delle pareti esterne, permettendo così  la creazione delle grandi vetrine e offrendo una visone del tutto inedita della Piazza, attraverso i colonnati e attraverso il tralice (?), inquadrato dalla presenza della scultura di Viani sospesa sull’acqua: nessuna immagine è più veneziana di questa, un grande peso di bronzo sostenuto dall’acqua! E poi i paramenti dove Scarpa dà di nuovo una dimostrazione non solo di essere abilissimo nel trattare le pietre, mostrando il contrasto tra la natura (?) intrinseca della pietra e invece quello che si può ottenere modellandola con la scrittura. Il rapporto tra la pietra e la scrittura è uno dei fondamenti della cultura architettonica, dal tempo dei romani, una pratica che Leon Battista Alberti aveva portato al massimo grado e non a caso Scarpa è uno straordinario inventore di caratteri.

E poi una serie di modi espressivi che si trovano all’interno e di delicatezze straordinarie. La prima è rappresentata dai pavimenti bianchi e rossi, che sono i colori di Klee (in quegli anni Scarpa aveva realizzato una mostra di Klee alla Biennale di Venezia); la seconda è data dalla scala, del tutto sospesa, che nasconde il suo peso, nasconde il fatto di essere invasiva su uno spazio antico e preesistente; infine il bellissimo trattamento del mezzanino, con le finestre protette da una forma apparentemente astratta, ma in realtà di ispirazione orientale, che le ridisegna all’interno, lasciandole immutate all’esterno.

Il Negozio Olivetti diventa quindi un luogo dove si mostra lo spazio e la bellezza del saper costruire bene. Da questo punto diventa quindi un monumento e come tale è riconosciuto all’interno della storia dell’architettura, non soltanto della storia del Novecento; questo nonostante le piccolissime dimensioni dell’intervento. L’opera è quindi anche una prova, io credo che dovrebbe essere valorizzata e capita, di quanto possa essere importante il rapporto tra  un architetto e un committente. La lezione di Olivetti è stata anche questo, di essere stato uno straordinario committente, che sapeva valorizzare il lavoro degli assistenti così come quello degli ingegneri e dei tecnici che lavoravano nella sua azienda e nelle sue fabbriche. Uno straordinario sposalizio insomma, tra un grande committente e uno dei massimi architetti del Novecento.

LB – Quale auspica possa essere la funzione del FAI con la futura gestione di questo bene?

FDC – La cosa che auspico è che i giovani di tutto il mondo che vengono a studiarlo e che per la miopia della proprietà in questi anni erano stati privati della visita e di questa lezione, possano ora apprenderla e apprezzarla ogni giorno. Dall’altro lato mi piacerebbe che si aggiungesse a Piazza San Marco la possibilità di vedere la testimonianza del fatto che non sempre i tempi moderni sono nemici dei tempi antichi, ma spesso sono molto amici.

LB – Che tipo si restauro immagina per questo monumento?

FDC – Naturalmente deve essere un restauro assolutamente conservativo ed è possibile farlo se ci si affida alle mani della sola persona che io penso possa essere all’altezza di un compito del genere e questa è Tobia Scarpa.